domenica 18 maggio 2008
venerdì 16 maggio 2008
giovedì 15 maggio 2008
UN ESEMPIO DI GIORNALISMO DEMOCRATICO E DI SINISTRA
NAPOLI ROSSA RAZZISTA E XENOFOBA
E’ cronaca di questi giorni che bande di xenofobi razzisti napoletani stanno assaltando i campi nomadi. I poveri migranti, quasi tutti di provenienza rumena, sono sottoposti a barbarie impensabili ai nostri giorni.
Come si è scatenato tutto ciò? La cronaca. Una bambina di pochi mesi ha chiesto un lecca-lecca ad una povera zingarella quindicenne di passaggio. Tanto è bastato perchè la mamma isterica accusasse la zingarella di rapimento e che di conseguenza squadracce rosse assalissero il campo nomadi a colpi di bottiglie molotov (pure loro rosse come il loro inventore) oltre al tentativo di linciaggio della povera zingarella.
Ma come è potuto succedere tutto ciò?
Una spiegazione è sicuramente da ricondursi alla gestione politica degli ultimi decenni di Napoli da parte della sinistra. E’ in quel brodo razzista e xenofobo che sono nati questi sentimenti antistranieri, tanto è vero che il New York Times parla di Napoli come di una città interamente razzista. Gli inquirenti hanno appurato che la mamma della neonata aveva memorizzato nel computer la foto di Bassolino e sul comodino teneva il ritratto della Jervolino. Quali altre prove servono per capire l’ideologia che muove il razzismo rosso dei napoletani? Secondo la DIGOS, gli assalitori del campo modello rom, appartenavano ai club Forza Valter (Veltroni). Alcuni degli arrestati portavano con sè, gelosamente custodite nel portafoglio, le foto di Rosy Bindi e della ex-ministra Turco. Ad uno dei lanciatori di molotov, mentre scappava dalla polizia, è caduta per terra una falce e martello in bronzo con l’autografo di Diliberto. Prove inoppugnabili del razzismo di matrice comunista.
Questo clima di intolleranza rossa di Napoli si è a poco a poco formato negli anni. Basta leggere i saggi di Dalemosky Yuri, Violantin Russel, Yoshua Araon ed i formidabili romanzi di Cremansky Rouge e Sjevcenko Romiel per capire come la deleteria ideologia della sinistra estremista abbia potuto produrre simili mostri razzisti. E tutto ciò si è realizzato nel silenzio assoluto dei grandi giornalisti della sinistra impegnati a denunciare la deriva nera di Verona e del Nordest. I vari Santoro, Lerner, Floris ecc. facevano servizi su servizi sugli xenofobi veronesi intervistando il sindaco fascista di Verona e trascurando il brodo di cultura della violenza xenofoba instillato nel corpo malato di Napoli dal sindaco Jervolino e dal capopolo Bassolino. Il servilismo di questi maggiordomi dell’informazione è proverbiale.
Compagni ed amici mobilitiamoci in massa per combattere il razzismo rosso. Napoli , la patria della camorra, osa condannare dei poveri rom come criminali. Forse che i napoletani non sono tutti camorristi? Come si permettono di lanciare campagne xenofobe contro gli zingari? Chi è senza peccato scagli la prima pietra ( Pag 102, riga 23 del Manifesto del Partito Comunista di Carlo Marx).
Tutto ciò è inaccettabile. Le nostre coscienze democratiche si rivoltano. Ormai siamo alla deriva atidemocratica.
In Campania esiste una EMERGENZA DEMOCRATICA.
RESISTIAMO, RESISTIAMO, RESISTIAMO
mercoledì 14 maggio 2008
IN MAGGIO I COLPI DI SOLE NON DOVREBBERO ESSERE FREQUENTI

NON COMINCIAMO CON LA DEMAGOGIA DA SINISTRI
Essendo completamente d'accordo con quanto scritto sul blog " LIBERTY SOLDIER"( http://libertysoldier.splinder.com) pubblico il commento ivi apparso, sperando che anche stavolta il centrodestra non venga colpito dalla Sindrome di Stoccolma Rossa ed abbia il coraggio di non mettere in atto misure demagogiche.
Grave errore escludere ville e castelli dall'abolizione dell'ICI
Il ministro dell’ Economia Giulio Tremonti, ha annunciato che nel primo consiglio dei ministri ci sarà l’abolizione integrale dell’ICI sulla prima casa. Me ne compiaccio. Purtroppo però lo stesso ministro si è affrettato a dire che , naturalmente, saranno escluse dal provvedimento le ville ed i castelli.
E di questo invece me ne dolgo.
Forse perché fa chic scimmiottare la sinistra, forse per evitare le facili critiche sulla villa del Cavaliere, forse per non passare per leggi a favore dei ricchi, il centrodestra sta per compiere un grave, gravissimo errore politico e strategico.
Lo scopo di questo articolo è cercare di scongiurare il pericolo che, per un briciolo di demagogia in più, una riforma liberale importante per l’Italia venga vanificata.
C’è da notare innanzi tutto che l’abolizione dell’ICI, oltre ad avere un significato economico, ha un molto più importante significato politico. Si riconosce, anche se limitatamente alla prima abitazione, l’effettiva proprietà privata di una casa. Non più un “affitto dallo stato”, ma un reale possesso del cittadino.
Il PDL, con questa riforma vorrebbe dire ai cittadini che è un loro diritto farsi una casa, è loro diritto possederla, e non è diritto dello Stato guadagnare sulle proprietà altrui.
Politicamente l’abolizione dell’ICI pone le basi per un progressivo smantellamento delle imposte peggiori mai inventate. Le tasse sulla proprietà. Retaggio di quelle dottrine Marxiste e di quei regimi comunisti che tanto male han fatto al mondo, e che per la prima volta abbiamo il piacere in Italia di non contemplare più in parlamento.
Se il PDL invece di eliminare l’ICI e basta, si mette a fare dei distinguo sulla metratura, sulla posizione, su come è strutturata la casa, tutta la valenza politica del provvedimento va a farsi benedire. Non è più vero che i cittadini hanno diritto a possedere una casa. Ma solo una casa di una grandezza, in una posizione, del tipo deciso dal governo in carica. Le altre verranno tassate. Non assume più il significato di abolizione di una tassa di proprietà, ma soltanto di una effimera boccata di ossigeno per i contribuenti. Senza alcuna valenza sociale.
E questo è grave. E’ grave perché non crea la consapevolezza liberale di cui l’Italia ha estremo bisogno. Non si distacca dal pensiero sinistro dominante, quello per cui alla fine, è lo stato che è il padrone di tutto, e lo è legittimamente. Non è un’eliminazione di barriere. Ma soltanto un riposizionamento.
E’ poi grave anche dal punto di vista strategico. E qui mi ricollego all’espressione “effimera” usata poc’anzi.
La definizione di villa è una definizione soggettiva e suscettibile di cambiamenti. Chi ci assicura che un futuro governo “tassa-centrico” non reintroduca l’ICI semplicemente modificando la definizione della stessa? Basta definire villa ogni casa isolata con più di 100 mq, ed ecco che in un battibaleno, l’ICI rientra dalla finestra.
Cosa che sarebbe molto più complessa ed impopolare se dovesse introdurre esplicitamente una nuova tassa sulla prima casa.
D’altra parte, escludendo castelli e ville, il governo quanti soldi risparmia? Sicuramente una quantità infinitesima, perché in caso contrario vorrebbe dire che NON sta togliendo l’ICI agli italiani, ma solo ad una parte, neanche tanto preponderante, degli stessi.
Non mi sembra proprio il caso che per quattro spiccioli ed un pò di demagogia filocomunista, si getti via la possibilità di incidere realmente sul futuro liberale di questa nazione.












































